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Per D. Feliciano e Francesco Saverio Orlando…. contro D. Clementina ed altri

Cardone…., Benevento, 1863

 ( di Giacomo De Chiara e Michele Cusani - comparsa innanzi il Tribunale circondariale di Benevento )

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L’autore di questa comparsa, scritta per un’udienza da tenersi il 18 marzo 1863 innanzi il tribunale circondariale di Benevento, tratta di un debito di gioco che il cittadino altavillese Michele Orlando contrae nel 1805 e nel 1814 nei confronti di alcuni componenti della Famiglia Tavini e Cardone di Pietrelcina (BN); debito meglio esplicitato in un atto notarile del 1824.

Sebbene si tratti di un episodio privato, nei confronti del quale non vi è sicuramente alcun interesse di studio o di ricerca da parte di biografi o di storici, abbiamo tuttavia ritenuto utile pubblicare questa comparsa per le informazioni in essa contenute riguardo alla famiglia di Michele Orlando, genitore del nostro Feliciano Orlando, liberale, patriota ed esule in Turchia, autore di interessanti e inediti lavori, già pubblicati su altavillahistorica.

Fatta questa precisazione, è necessario aggiungere, riguardo al debito, che a distanza di anni, ovvero nel 1842, dopo continui ricorsi e polemiche, sia i creditori che gli eredi del debitore, volendo definire una volta per tutte la questione, divengono ad una intesa stipulando un atto privato secondo il quale i debitori “…. lasciarono nelle mani dei creditori quel che ritraevano dalle rispettive quote dei fondi ereditarii paterni, la Masseria e Santa Chiara….”

In pratica viene stabilito che il debito dovrà essere risarcito attraverso la vendita del grano annualmente raccolto nei terreni dei fondi menzionati, secondo il prezzo stabilito nella mercuriale ossia nella quotazione pubblicata il primo di agosto di ogni anno. Nel 1862, ritenendo di avere già da tempo onorato il debito, gli attori Orlando, svaniti diversi tentativi di conciliazione, si rivolgono al Tribunale di Benevento “…. per sentirsi dichiarare cessati gli effetti della convenzione del 1824 e condannati i convenuti a restituire lo indebito esatto….”

 

                                                                                                        ( Raffaele Sarti e Giuseppe Sabatino )

 

 

 

c 230 FO OrlandocontroCardone 00001