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 Società ed economia ad Altavilla di P.U. attraverso il catasto onciario del 1800

 

(di Giuseppe Sabatino e Raffaele Sarti)

 

Catasto 1800 Frontespizio

 

   In passato i Comuni o Universitates hanno sempre costituito la base del sistema fiscale che, ad iniziare dal 1737 ovvero dalla riforma tributaria di Re Carlo III di Borbone, viene sempre più a caratterizzarsi per una maggiore equità sociale, prima fra tutte quella di tassare anche i patrimoni ecclesiastici che in precedenza avevano goduto di esenzioni o addirittura non erano stati soggetti a imposte. Nel 1742, a seguito di regolamenti e disposizioni viene quindi messa in atto, attraverso il catasto onciario, una specie di rivoluzione così ché "…. i pesi siano con eguaglianza ripartiti ed il povero non sia caricato più delle sue deboli forze ed il ricco paghi secondo i suoi averi….".

   Al fine di poter disporre di un preciso censimento della popolazione, indispensabile per la formazione dei catasti, viene quindi richiesta la collaborazione di tutti i cittadini ma in particolare l’ausilio dei Parroci i quali, grazie allo Stato delle anime, disponevano di registri contenenti informazioni precise sulle popolazioni locali visto che registravano, in particolari occasioni, specialmente durante le benedizioni pasquali, i componenti di ogni singolo nucleo familiare riportando tutta una serie di notizie demografiche che costituiscono ancora oggi un patrimonio storico e sociologico ineguagliabile e insostituibile.

   Ad Altavilla lo stato delle anime che riporta il titolo di Liber animarum, compilato nel 1732 dal Parroco, Don Pasquale di Roberto, rappresenta non solo una delle poche fonti superstiti dell’antico archivio parrocchiale sopravvissuta alle dispersioni e all’incuria degli uomini ma costituisce la fonte più preziosa per qualsiasi ricerca o indagine sulla demografia storica locale che prima o poi, è nostro augurio, potrebbe rappresentare un’interessante lavoro di ricerca per una tesi di laurea di qualche giovane studioso al quale, fra l'altro, assicuriamo fin da oggi supporto e collaborazione.

   A parte questo, siamo profondamente convinti e consapevoli dei risultati importanti che si possono ottenere attraverso un attento esame del nostro catasto onciario che resta, insieme a tutti gli altri catasti, una fra le più importanti fonti per lo studio della storia economica e sociale dell’Italia Meridionale.

   Quello che al momento pubblichiamo in questa sezione e che, vista la complessità, è il frutto di un lungo lavoro durato mesi, è dunque il catasto onciario compilato dal gennaio al marzo del 1800, catasto che si conserva in copia presso la nostra Biblioteca Caruso di Altavilla, scrigno preziosissimo che meriterebbe ben altra attenzione che non sia il solito plauso o i soliti riconoscimenti formali e di facciata ma siano invece forme concrete d’impegno e di sincero interesse, ormai ineludibili !!

   Ritornando all’ onciario c’è da aggiungere che secondo le norme emanate dalla Regia Camera della Sommaria (una specie di Corte dei Conti di oggi), si sarebbero dovute registrare ed elencare in ogni catasto cittadino, sotto il nome di “rivele” (una specie di autocertificazione), i componenti di ogni singola famiglia con indicazione dei nomi, della loro età, dei rapporti di parentela, delle relative attività insieme ai redditi e agli eventuali pesi deducibili (gravami, debiti ecc.) ai fini del calcolo dell’imponibile. Una volta messe insieme tutte le rivele veniva fatto - in contradditorio - l’apprezzo per poi passare al catasto definitivo detto onciario il quale riportava la valutazione finale degli estimatori e il calcolo preciso della tassa a carico di ciascun nucleo familiare. Le categorie iscritte erano i cittadini abitanti e non, vedove e vergini, ecclesiastici secolari, cittadini e forestieri, forestieri abitanti e non abitanti laici, chiese, monasteri e luoghi pii.

   Purtroppo, il nostro catasto del 1800 manca di alcune informazioni, che pure erano obbligatorie, come quelle relative all’abitazione (possesso, fitto e indirizzo) insieme al nome e ai dati anagrafici della moglie del singolo capo famiglia la quale viene spesso non riportata perché esente da particolari obblighi fiscali; informazioni da ritenersi lacunose anche perché non risultano iscritte nel Catasto le famiglie prive di beni e quelle escluse dai pagamenti.

   Situazione del tutto diversa, invece, si trova nel catasto altavillese del 1742 dove le informazioni sono molto più dettagliate e puntuali, fonte importantissima che ugualmente possediamo in copia e che, sebbene più corposa, complessa e articolata, pubblicheremo nel prossimo futuro.

   Per quanti vorranno consultare questo catasto del’800 che in originale si conserva presso l'Archivio di Stato di Avellino, è utile ricordare che gli elenchi di persone, per facilità nella consultazione, sono stati riportati per cognome e in ordine alfabetico, contrariamente a quanto riportato nel testo originale dove gli elenchi sono per nome cui segue il cognome.

 

Riepilogo della popolazione residente (1)

 

   - Cittadini abitanti:

          capifamiglia (fuochi) . . . . . . . . . . . . . . . . .  . 427

          figli/figliastri (maschi) . . . . . . . . . . . . . . . . .  . 61

          altri familiari: 

          (mogli, madri, zii, cognati, nipoti, generi) . .  124

   - Vedove e nubili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

   - Ecclesiastici secolari cittadini . . . . . . . . . . . . . . . 29

   - Forestieri abitanti (capifamiglia) . . . . . . . . . . . . . 32

              Totale della popolazione censita                 707

 

( 1 ) Si tenga conto che le singole schede non riportano mai né il numero né tantomeno il nome delle figlie femmine e raramente è indicato il nome della moglie o della madre, per cui il totale della popolazione è da riferirsi quasi esclusivamente a quella maschile, (consultando la statistica dello stato della popolazione del Principato Ultra dell’anno 1810 risulta per Altavilla una popolazione di 1.113 maschi e 1.240 femmine).

   Ciò trova giustificazione nel fatto che la popolazione femminile era fiscalmente irrilevante in quanto esente da qualsiasi tassazione ad eccezione delle vedove alle quali si applicava una imposta sui beni eccedenti i 6 ducati.

 

Professioni, mestieri e stato sociale:

 

- barbieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1                     - mastri d'ascia. . . . . . . .  1

- battitori . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1                     - muratori . . . . . . . . . . . . 5

- braccianti . . . . . . . . . . . . . . . 326                     - negozianti . . . . . .  . .  . .9

- calzolai . . . . . . . . . . . . . . . . . . .5                     - notai . . .  . . . . . .. . . . . . 2

- dottore fisico . . . . . . . . . . . . . . 2                     - possidenti/benestanti . .20

- falegnami . . . . . . . . . . . . . . . . .6                     - sarti  . . . . . . . . . . . . . .  10

- ferrai . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1                     - speziali . . . . . . . . . . . . . 2

- massari . . . . . . . . . . . . . . . . . . .2                      - viaticali . . . . . . . . . . . .  7

- mastri (generico) . . . . . . . . . . . 7

Risultano inoltre censiti: 18 soldati, 4 detenuti e 5 invalidi, tutti esenti da imposte per la loro condizione.

patrimonio zootecnico

E' utile ricordare che nel "patrimonio zootecnico" non vengono riportati i maiali ed altri animali da cortile, allevati esclusivamente per il consumo familiare e quindi esenti da reddito, mentre per i cavalli viene menzionato solo il numero di quelli dai quali si trae reddito, non tutti gli altri.

 

 

 

buoi                        44

cavalli                      1

giovenche              23

muli                       37

pecore                  270

somari                    93

 

  Categorie di contribuenti censite nel catasto di Altavilla:

 

   - Cittadini abitanti

 

 - Vedove e vergini in capillis (nubili)

 

 - Ecclesiastici secolari cittadini

 

 - Forestieri abitanti

 

 - Forestieri bonatenenti

 

 - Luoghi Pii cittadini

 

 - Luoghi Pii forestieri

 

      segue:

 

 

 - Beni dell'Università

 

 - Riepilogo e collettiva