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Piantina 3

Via Giovanni Verga

                                        gia Via Roma

                                        gia Strada Fontana

 

 

 

Denominazione Fonti documentarie Descrizione e motivazioni

Strada

Fontana

Catasto onciario del 1742 Il toponimo è menzionato nel catasto conciario del 1742 con la specificazione “ borgo della fontana “
Stradario compilato dal perito Tartaglia Serafino, approvato con delibera Consiliare, n. 87 del 24-9-1868 “…….Nel punto di congiunzione della strada Foresta e Sellitti parte un ramo che, dirigendosi verso Oriente, va a sboccare nella strada Pietre .La sua lunghezza è di metri 53,00, largo nel punto di partenza metri 5,60 e termina a metri 2,10 …..”

Via

Roma

Deliberazione del Consiglio comunale n. 121 del 4 agosto 1931 Con delibera del Commissario Prefettizio Dr. Martino Carmelo – Via Fontana viene denominata Via Roma

Via

Giovanni Verga

Deliberazione della Giunta Comunale n. 5 del 12-1-2015 • l’Amministrazione delibera modificare la denominazione di Via Roma in Via Giovanni Verga, scrittore e drammaturgo italiano che nell'anno 1881 ha scritto un romanzo in cui si descrive un giovane avvocato altavillese, Cesare Dorello, ed i luoghi di Altavilla Irpina, oltre a fatti di vita quotidiana e l'ambiente della Napoli del tempo, intitolato "Il Marito di Elena". L'amministrazione comunale, infatti, nell'ambito di una azione più generale di valorizzazione del territorio, partendo dal presupposto che nel mondo Altavillla e l'Irpinia, pur avendo una propria specifica identità e storia, si riconoscono pur sempre nel contesto Napoletano, intende, con questa scelta, sottolineare l'esempio e lo sforzo di chi è stato grande nel riportare all'attenzione generale criticità diversamente lasciate al proprio destino, favorendo così la conoscenza delle bellezze ed al tempo stesso la promozione di zone da scoprire anche per i suoi valori

 

Via fontana . Questo toponimo è presente nei documenti d’archivio a partire dalla fine del ‘600 e ciò fa presupporre che la denominazione abbia avuto origine soltanto a seguito della costruzione della fontana, oggi restaurata e collocata in piazza Matteotti. Questo manufatto infatti fu quasi certamente edificato nel periodo in cui ebbe inizio l’ampliamento urbanistico del paese il quale si verificò soltanto dopo la peste del 1656, a causa del forte aumento demografico della popolazione altavillese,.

E’ in un inventario del 1687 che ritroviamo per la prima volta il toponimo, riguardo al quale si legge di ….una casa consistente in due membri terranei con cortiglio...sita in detta terra nel luogo detto lo borgo dello fosso seu la fontana….

A conferma del fatto che essa sia stata costruita soltanto alla fine del ‘600 vi e poi un altro documento, di poco successivo ( inventario del 1707 ), nel quale si legge di una….. casa sita nel borgo di detta terra detto fosso seu nuova fontana….. dove la specificazione “nuova “ sta proprio ad indicare, da parte dell’estensore del documento, un manufatto da poco tempo costruito.

Va aggiunto per completezza che le acque le quali alimentavano questa fontana venivano recuperate da più sorgenti in località ortolano e spilacito ( detto puzzette) e tutte insieme confluivano poi in un unico serbatoio dal quale aveva inizio la condotta, realizzata in tubi di terracotta, che portava l’acqua in paese. La fontana fu messa a dimora non soltanto per gli abitanti di Altavilla ai quali, in questo modo, si cercò di garantire migliori condizioni igieniche e la cui precarietà aveva influito non poco sul diffondersi della peste del 1656, ma fu realizzata anche per comodità di coloro che si portavano in paese per la vendita di merci o di prodotti, soprattutto commestibili come pesce essiccato, sale, formaggi ma anche ghiaccio, nei periodi estivi. Forestieri sul commercio dei quali gravavano tributi da versare alla dogana la quale, non a caso, si trovava proprio nelle immediate vicinanze della nostra fontana ( la dogana alloggiava dove oggi c’è il terraneo adiacente il tabacchino - in piazza tiglio - attualmente adibito a garage). Il locale dell’antica dogana fu venduto dal Comune a seguito di atto consiliare del 5 giugno 1872 mentre la fontana, che impediva il passaggio dei carri, fu smontata e trasferita al largo tiglio. Lo spostamento avvenne a seguito di deliberazione della Giunta Municipale nr. 13 del 1° luglio 1943.

(Le fonti sono in : Archivio M. Severini, collezione privata di Giuseppe Sabatino. Inventari contenuti in numerosi atti notarili, di cui alcuni rilasciati in copia)

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