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Dominazione Spagnola (Viceregno)

  Frammenti - Cronologia

( Miscellanea )

Data

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Testo del documento

CarloV 1516 1556

1531

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Cortese N., Feudi e feudatarii, in Arch. stor. cit., vol. XVI (II. s.), p. 43.

   Per Montoro pende lite contro la memoria del conte. Poi è stato condannato. Essa fu di G. Berardino Zurlo, conte di Montoro, e d'Isabella Carafa, sua moglie. Poi fu data a Claudio Bisman e Giovanni Falaran, con i pagamenti fiscali, se mancassero le rendite a 800 scudi. Bisman è morto, e la Corte diede i suoi 400 duc. a Troilo d'Espes. « Esta tierra està situada en un monteto llano con sus muros y castillo al cabo de la tierra; tiene diziseyes casales; y la tierra ay quincientos fuegos; la figura es pequeña; todo el bien està en los casales, que stan en un bel llano circuido de montes; que es un bellissimo y fertil territorio; passale un bel rio; por el llano; tiene toda iurisdiction; tiene molinos, barquera, territorio; tiene una bella casa en los casales con un grande jardin y bello; tiene seyes territorios etc.

   Vale 716 duc. Il barone aveva comprati 210 duc. di fiscali. Il (vicerè) cardin. Colonna vendè la terra alla contessa di Altavilla per 10.000 ducati con tutte le giurisdizioni e metà dell'entrata, che voleva liberare al Falaran, con riserva che non era tenuto ad evizione verso gli eredi del Zurlo. Cassandra de Capua moglie del fu Giacomo Zurlo tiene sentenza di 7000 ducati e 2333 duc. di antefato.

1531

17 dicembre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Part. Summ., vol. 139, fol. 11.

- La contessa di Altavilla deve avere sui fuochi e sali [detti « i fiscali »] di Montoro duc. 148.2.5. A norma delle disposizioni del 15 aprile dello stesso anno, si permetta ai suoi procuratori di esigerli direttamente dall'università.

1554

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

 RICCA, La nobiltà, etc., vol. I, p. 29.

- A Luigi II De Capua succedè Giovanni suo figlio, che nel 1554 paga duc. 2000 per il relevio di Altavilla, col titolo etc., di Montoro, con titolo di contea, etc.

(Rep. dei Quintern., Princip. C. e U., I, p. 179).

1554

18 gennaio

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei comuni dell’irpinia” - Vol. II - Montefusco e la sua montagna – Avellino 1964

Part. Summ., vol. 309, fol. 163.

Si ordina all'univ. di Montefuscolo di non molestare per i fiscali Vergilio de Leo, che non è numerato nei suoi fuochi, ma in quelli di Altavilla.

FilippoII 1556 1598

1561

13 ottobre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

. Part. Summ., vol. 456, fol. 264.

- Si concede alla contessa di Altavilla, che in Montoro fa allevare gran numero di cavalli, che la Dogana di Salerno faccia passare, franchi, 700 tomoli di orzo.

1562

2 gennaio

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei comuni dell’irpinia” - Vol. II - Montefusco e la sua montagna – Avellino 1964

Arch. M. V., vol. LXXXIV, fol. 91.

Istr. di not. Bernardino Cutillo di Montefuscolo, col quale il priore di s. Leonardo di Montefuscolo, P. Valerio Vassallo di Altavilla, confermato, per i suoi meriti, priore a vita di detto mon. da Monsig. Orazio Greco, vescovo di Lesina, Sacrestano di A. G. P. di Napoli, salvo sempre l'assenso della S. Sede, dà mandato all'Ab. Antonello Caserta di Montefalcione, perchè in sua vece e nome ottenga tale assenso.

1568

2 ottobre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei comuni dell’irpinia” - Vol. II - Montefusco e la sua montagna – Avellino 1964

 Part. Summ., vol. 577, fol. 7.

L:univ. di Montemiletto ricorre contro mastro Cesare Derzo; Geronimo Ciano; mastro Pietro d'Altavilla, e mastro Pietro di Tripaldo, suoi abitanti, perché ricusavano di pagare i fiscali. Si ordina al capitano che, se non dimostrano di essere numerati altrove, o oriundi napoletani, li costringa a contribuire.

1581

3 ottobre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei comuni dell’irpinia” - Vol. II - Montefusco e la sua montagna – Avellino 1964

Part. Summ., vol. 879, fol. 128 t.

Essendo morto in Montefuscolo Cesare de Martino, l'univ. pretendeva che nel pagamento del suo fuoco succedesse il figlio, Giovanni. Il quale era numerato in Montefredane, dove era nato. Si ordina all'univ. ed al capitano di non molestarlo, facendolo contribuire per la sola bonatenenza.

Il 10 nov. si provvede allo stesso modo per Angelo Bruno, che paga il suo fuoco in Altavilla (lvi, fol. 1401).

1582

20 novembre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Part. Summ., vol. 931, fol. 85.

- Si ordina, ad istanza del conte di Altavilla, di eseguire la precedente ingiunzione del 15 maggio, di non intromettersi nella Portolania di Montoro, ch'è uno dei corpi feudali.

1582

novembre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Part. Summ., vol. 852, fol. 187.

- Ai capitani di Montoro, di Forino e di Altavilla, si ordina che « per li tràscini delli legnami, e per i carri, che l'univ. di Montoro deve far portare da Avellino, li farete condurre non da Forino e Altavilla, ma solum da Serino. Verum li trascini 61 de questa ultima patente, li farete portare da Serino, restituendo lo esatto per la pena ».

1584

26 gennaio

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Part. Summ., vol. 938, fol. 41 t.

- A Tommaso Trèpete, per l'esecuzione, fatta all'univ. di Montoro, dopo la provisione del 12 nov. 1582. Per i tràscini dei legnami per le R. galee da condursi fino ad Avellino, si rivolga alle univ. di Altavilla e di Forino, perchè « il solito di Montoro è di trascinarli solum da Serino », secondo le citate lettere. Se ci sono legnami alla Dogana, in Serino, inviti Montoro; se non vi sono, non innovi cosa alcuna.

1587

13 aprile

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

. Part. Summ., vol. 1037, fol. 154.

- Espone il conte di Altavilla, ch'egli possiede, nella sua terra di Montoro, molti stabili baronali, fra i quali si trovano altri di privati cittadini, tassati come suoi suffeudatarii. Si scrive al capitano che, per i varii « donativi », di cui il conte ha già versata l'adoha gli paghino ciò che a ciascuno tocca, dalla XIII Indizione 1585, fino al Terzo di Natale del 1586.

1587

16novembre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Part. Summ., vol. 1070, fol. 79.

- Ai capitani di Montoro, di Altavilla e di Riccia, s'impone, ad istanza del feudatario, conte di Montoro, etc., che non si concedano franchigie ai soldati della nuova milizia, se non presentano fede di arruolamento, e di essere in possesso di armi e munizioni.

1587

17 novembre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Part. Summ., vol. 1070, fol. 22.

- Si ordina, ad istanza del conte di Montoro, di Altavilla, etc., al Portolano di P. C., di non ingerirsi, in Montoro, delle cause di tale giurisdizione, che, nella terra e suoi casali, è stata dalla R. Corte venduta all'università.

1591

27 giugno

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei comuni dell’irpinia” - Vol. II - Montefusco e la sua montagna – Avellino 1964

. Part. Summ., vol. 1199, fol. 123.

Si comunica al Percettore che il conte di Montemiletto ha comperati da Ottavio Albertini 120 duc. di fiscali su Altavilla, e può permetterne la riscossione.

1594

8 marzo

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

. Cedolario di P. U. del 1639, fot 65.

- Morto Fabrizio de Capua, la Somm. spedisce contro il figlio, Vincenzo Luigi, la significatoria per il relevio dei feudi di Montoro, Altavilla e Riccia.

Asburgo 1598 1665

1601

14 luglio

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei comuni dell’irpinia” - Vol. II - Montefusco e la sua montagna – Avellino 1964

Part. Summ., vol. 1572, fol. 275.

Mario Lanario, barone di Chianchetella, e della terza parte di Altavilla, viene molestato per la bonatenza dall'univ. di Altavilla. Si comunica a questa ed al capitano che si tratta soltanto di beni feudali, da cui ricava per fitto ogni anno circa 500 ducati.

1611

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Provis. Coll., vol. 90, fol. 112.

- Luigi Vincenzo de Capua, principe della Riccia, conte di Altavilla, che ha per successore il primogenito, Giov. Fabrizio conte di Montoro, cede in fitto all'univ. di Montoro la Portolania e la Zecca dei pesi e misure

1617

27 aprile

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Provis. Coll., vol. 90, fol. 62.

- D. Luigi Vincenzo de Capua, Principe della Riccia e conte di Altavilla, padre e amministratore di D. Fabrizio De Capua, conte di Montoro, chiede licenza di concedere in fitto all'univ. di Montoro per 9 anni, dal prossimo venturo 1° settembre, la giurisdizione della Zecca e Portolania per 270 ducati l'anno.

Se ne dà poi il R. Assenso.

1622

17 ottobre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

.Part. Coll., vol. 170, fol. 14.

- Il Consiglio Collaterale, a Vincenzo Luigi de Capua, Princ. di Riccia, conte di Montoro, riconosce il titolo antico di « Gran Conte di Altavilla ».

1638

18 giugno

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei comuni dell’irpinia” - Vol. II - Montefusco e la sua montagna – Avellino 1964

. Acta relevior., vol. 297, fol. 495; Reg. Signific. Relevior., vol. 56, fol. 367.

A Giovanni Antonio Lanario, primogenito ed erede d'Isabella di Tocco, viene intimata la significatoria per il pagamento del relevio di Chianchetella, di Balba e di 1/3 di Altavilla.

CarloII

1671

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei comuni dell’irpinia” - Vol. II - Montefusco e la sua montagna – Avellino 1964

. Descrizione del Regno di Napoli diviso in dodici Provincie, ecc. Napoli, de Ponis, 1671.

   Il vol, era stato pubblicato l'anno prima da Cesare d'Engenio Caracciolo. Quest'edizione fu preparata dallo stesso in collaborazione con Ottavio Beltrano e altri Autori.

   É interessante non solo perchè vi nota i nomi di città, terre e castelli ecc. ma perchè vi sono segnalati anche i « fuochi » della vecchia numerazione e della nuova, quadro comparativo importante a dimostrare i vuoti lasciati delle pestilenze precedenti. Qui ne riportiamo la parte più utile.

   « La Provincia di Principato Ultra è parte dell'antica Hirpinia, la quale è situata dentro terra in forma di triangolo, e dalla parte di Tramontana. Greco e Levante confina col Contado di Molisi e Capitanata, e un poco con la Terra di Bari, e di Sirocco s'accosta con Basilicata, e di Mezzogiorno confina con Principato Citra, e da Ponente con Terra di Lavoro. Questa Provincia fà per arme una Corona con merli fiorita d'oro, posta in mezzo di due Campi ugualmente partiti, la parte di sopra, dove è la Corona, è rossa, quella di sotto è d'argento, le quali armi si giudica, che dinotino il nuovo titolo di Principe, che prese Arechi secondo, decimoquarto Duca di Benevento, nel tempo, che pose sotto il suo dominio i popoli Picentini, onde per lo campo rosso, e d'argento si dimostra la virtù, e ordini, che il detto Arechi hebbe, e per la corona d'oro, che poco, o nulla dalla reale differisce, si dimostra la nova Signorìa. Sono in questa Provincia undici Città, delle quali Benevento [che però non faceva parte della Provincia, ma con i casali circostanti era della Chiesa] e Consa sono Arcivescovadi, e i Vescovadi sono Ariano, Avellino, Bisaccio, Sant'Angelo dei Lombardi, Cedogna [Lacedonia], Montemarano, Nusco, Voltorara [qui l'autore sbaglia; confonde Volturara Appula, in Prov. di Capitanata con Volturara Irp., in P. U., che non è stata mai sede vescovile], Vico, Trivico, da moderni detto Vico della Baronia, [anche qui l'autore sbaglia: Vico e Treviso sono una stessa città, non due vescovadi diversi], S. Agata dei Goti [bisogna aggiungere, però, Monteverde]. Vi sono 140 tra Terre e Castelli, che sono in tutto 171. Nel territorio di Prata di questa Provincia sono le miniere dell'oro e dell'argento. In questa Provincia risiede la Regia Audientia nella Terra di Montefuscolo con il vicerè, con provisione di ducati seicento l'anno, con alcuni emulumenti; e Sua Eccellenza li dà due Auditori, con provisione di ducati trecento, e quaranta, per ciascuno con l'Avvocato Fiscale, Trombetta, e quindici Alabardieri tutti provisionati con trentasei ducati per uno l'anno.

1

Ariano 1

1500

749

15

Bellizze

33

25

2

Airola *

632

434

16

Carbonara

229

153

3

Apellosa

100

100

17

Cassano *

180

106

4

Avellino *

518

600

18

Cedogna *

327

213

5

Arcadia

207

107

19

Ceppaluni

235

133

6

Apice

450

209

20

Castelfranco

270

108

7

Atripalda *

   e Casali

905

493

21

Cacciano Cantano

81

95

8

8) Arpaia

196

.74

22

Cacciano

   Fornillo

60

81

9

9) Altavilla *

250

120

10

10) Andretta *

211

125

13

Conza

40

36

11

11) Buonalbergo

270

156

24

Chiusano *

442

218

12

12) Bonito *

259

127

25

Campolattaro

136

46

13

13) Bagnulo *

514

329

26

Casalduni

169

124

14

14) Bisaccia

593

361

27

Casal Calvorum

109

37

(1) N.B. Il primo numero che segue il nome di ogni Città o Terra, si riferisce alla vecchia numerazione dei « fuochi »; il secondo, invece, indica la nuova numerazione.

L'asterisco, poi, che segue il nome della Città o Terra indica che è « Camera riservata ».

 

28

Cianchitella .

29

24

71

Monte verde

121

91

29

Cairano

135

88

72

Montefalcione

209

50

30

Candida

69

32

73

Manicalzati

88

66

31

Castello delli Franci*

159

60

74

Montesarchio *

e Casali

580

45

32

Carife *

200

107

33

Capriglia

140

39

75

Melito

80

12

34

Casalbore

225

69

76

Mancusi

48

5

35

Castello della Baronia

254

142

77

Montemarano

120

43

36

Castello muzzo

11

6

78

Montella

502

31

37

Castelpoto

79

40

79

Montefalcone *

250

20

38

Chianca

29

29

80

Monte male *

39

31

39

Casal Monte

Rochhetti

32

18

81

Morra

194

168

40

Castellovetere

138

39

82

Nusco

330

130

41

Calitri *

550

331

83

Prata

145

76

42

Cervinara *

484

331

84

Pannarano

75

49

43

Fontanarosa

314

209

85

Padulo *

453

159

44

Fricento

143

88

86

Ponte

24

34

45

Foglianise

290

238

87

Patierno

200

69

46

numeri

150

65

88

Ponte Landolfo

282

193

47

Forino e Casali

650

343

89

Pagliara

38

10

48

Fossaceca

81

35

90

Pietra Stornina

151

133

49

Fragnito Monteforte

215

221

91

Pietra Polcina

221

106

50

Fragnito dell'Abate

bate *

101

94

92

Pago

29

15

93

Petruro

16

23

51

Grotte Minarda

340

92

94

Pesco della Mazza

70

50

52

Guardia Lombarda

310

174

95

Parolise

30

27

53

Ginestra di

Montefuscoli

41

46

96

Pulcarino

21

17

97

Rocca S. Antonio

324

25

54

Grotte Castagnara

61

43

98

Rocca S. Felice

100

125

55

Gesualdo

424

204

99

Rotondi e Campora*

96

64

56

Ginestra de'

Schiavoni

6

33

100

Rocca Basciarana

140

48

101

Reino

70

24

57

Greci

136

42

102

S. Iorio di

Montefuscoli

80

80

58

Lapio

300

84

59

Liuni

200

141

103

S. Angelo a Scala

78

44

60

Lentace

6

4

104

Solofra *

890

47

61

Locossano

93

38

105

S. Pietro in delicato

20

16

62

Mirabella

472

232

106

S. Martino *

160

82

63

Monteforte *

369

246

107

Serino

465

53

64

Montefredano

228

58

108

S. Lucia

90

58

65

Montemiletto *

275

106

109

Summonte

150

105

66

Monteaperto

111

39

110

S. Agata de' Goti

571

338

67

Montefuscoli

259

152

111

Savignano

55

38

68

Montecalvi *

734

252

112

S. Nicola della

Baronia

114

68

69

Molinara

108

64

70

Monte Leone

125

94

113

S. Paulina

120

117

114

S. Angelo a Canciello

46

11

 

 

115

S. Agnese

24

17

138

Torrione del Tufo

43

22

116

S. Lupo

121

51

139

Torrecuso

250

181

117

S. Petito

90

80

140

Taurasi

227

111

118

S. Marco de Cavotis

275

205

141

Teora

330

233

119

S. Mango *

240

202

142

Torella *

336

150

120

S. Sosso

165

109

143

Vallata

343

170

121

Sorbo

120

65

144

Vico della Baronia

345

88

122

S. Maria Ingrisone

25

21

145

Villa Maina*

60

21

123

S. Nazaro

31

60

146

Volturara

165

95

124

S. Maria a Toro

68

13

147

Vitulano

S. Maria

361

285

125

S. Nicola Manfreda

40

11

126

S. Giorgio della

Molinara

350

191

148

Vitulano

Santa Croce *

105

78

127

S. Angelo Lombardo

200

183

149

Zuncoli

330

142

128

S. Stefano

86

50

150

Biccari

341

307

129

S. Barbato

12

13

151

Castelluccio

Vallemaggiore

Celle Faito

136

128

130

S. Angelo a Lesca

27

32

51

131

Salza

147

78

50

132

Serra

38

26

152

La parte di S. Pietro

delle Moniche

41

41

133

S. Miele

67

76

134

S. Andrea

261

180

153

Monte d'Urso

53

53

135

Tocco

138

71

154

Selitto

53

53

136

Toccanise

78

10

155

S. Maria in Elice

19

19

137

Torrione del sig. Camillo

22

2

156

S. Angelo a Cupolo

20

20

In tutto: Somma della numerazione vecchia     31.145

Somma della numerazione nuova                    19.118

   Terre date per disabitate in questa Provincia da' Numeratori nell'ultima numerazione, e che sono le sottoscritte: Corzano (aveva 109 fuochi); S. Pietro alias Radicazzo (che aveva 90 fuochi).

   Terre franche, le quali si possedono dal Sacro Hospedale della Venerabil Chiesa dell'Annunciata di Napoli in questa Provincia:

Bagnara                                              Lentace

Casale di S. Marco a Monte                Frustulari

Monte d'Urso                                      S. Giacomo di Montefuscolo

Pietra delli fusi                                     Mercogliano

Terranova                                           Spitaletto

S. Martino                                          S. Michele

Cucciano

   Città e Terre del Demanio, cioè Regie, che sono in questa Provincia: Ariano.

Impositioni, che paga ciascun fuoco di questa Provincia alla Regia Corte.

Paga l'istesso, che paga la Provincia di Terra di Lavoro (« Primieramente paga l'ordinario, e estraordinario a ragione di carlini 15, e un grano per fuoco. Questa imposizione si paga per terza, cioè ogni 4 mesi la sua rata.

   Paga le grana 48 per la fanteria spagnola; quest'impositione si paga a mese; paga gr. 17 per le genti d'arme, e si paga per mese; paga le gr. 9 per acconcio delle strade, e si paga per terza.

Paga le grana 2 e cavalli 6 e due terzi di cavallo, per lo mancamento de i fuochi, e delle grana 48, il quale pagamento si paga per terza. 1. c., pag. 97).

   E paga di più il Barigello di Campagna, cioè grana cinque per fuoco, e si paga a mese.

   Non paga la guardia delle Torri, perchè non vi sono:

   Altri paesi che, allora, erano compresi nella Provincia di Principato Citra:

Calabritto         228.     235                  Quaglietta        54        .25

Capossele        300 .    204                  Senerchia         79        47

Montuoro *      876 .    349                            

            In Prov. di Terra di Lavoro:                            

Avella * e Casali          580 .    462      Lauro e Casali  1580    1305

Bayano                        216 .    189                            

1689

23 dicembre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei comuni dell’irpinia” - Vol. II - Montefusco e la sua montagna – Avellino 1964

. Cons. della Somm., vol. 87, fol. 207.

   A Michele Sabatino di Ceppaloni erano stati sequestrati due buoi aratorìi, col pretesto che pascolavano in territorio di Chianchetella, dai baglividi di questa terra, che appartiene al conte di Montoro, e non ha nessuna comunità di usi civici con Ceppaloni. Dopo un ricorso alla G. C. della Vicaria, i buoi dovevano essere restituiti. Ma essi erano stati condotti a Montoro, ed uno dei baglivi era stato carcerato. Si ordina al R. Auditore Del Tufo di recarsi in Altavilla, residenza del conte di Montoro, per far eseguire la restituzione

1700

20 giugno

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

. Cedol. di P.U. del 1639, fol. 131.

   Morto Bartolomeo de Capua, Gran Conte di Altavilla, e conte di Montoro, il 16 agosto 1691, gli succede il primogenito, Giov. Batt., che il 20 giugno 1700, da Carlo II di Spagna ottiene l'investitura di Principe della Riccia, Gran Conte di. Altavilla, e conte di Montoro.

    Dichiaratosi nella guerra di successione tra Filippo V di Spagna, e Carlo di Austria come favorevole a parte austriaca, fu perseguitato dalla fazione contraria.

1701

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Granito, Storia della Cong. del princ. di Macchia, vol. 1, p. 35.

   Il princ. della Riccia, Giov. Batt. di Capua era stato due volte chiuso in Castello, a s. Elmo, perchè aveva minacciati due suoi vassalli. Uscito, mandò uno dei suoi « bravi » ad uccidere uno dei Galiani, di Montoro. Il vicerè ordinò al Tribunale della Vicaria di fargli il processo, e mandò il giudice Alarcon con forte mano di birri ad arrestarlo in Altavilla, dove il principe soleva ordinariamente dimorare.

   Ma egli si era già avviato verso Napoli.

1701

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

Granito, Storia della Cong. del princ. di Macchia, vol. I, p. 159

   Dopo la ritirata a La Riccia, il conte di Montoro, Giovan Battista de Capua, come anti-spagnuolo, viene dichiarato decaduto dalla signoria dei feudi, ed esiliato in Francia. I titoli ed i feudi passano al figlio, Bartolomeo, ehe ne ottiene la intestazione con la esenzione dal relevio.

[Cedal. P.U. 1696; fol. 132].

1701 settembre

Scandone Francesco

“Documenti per la storia dei Comuni dell’Irpinia” - Vol. I – La Regione Meridionale del Terminio – Avellino 1956

. Granito, Storia della Cong. del princ. di Macchia, vol. I, p. 159.

   Fallita la congiura (25 sett.) per consegnare il regno all'Austria, il principe di Macchia domanda aiuto al principe della Riccia, che aveva pronti 400 uomini, ma gli viene rifiutato.

   Più tardi, alcuni armati, inviati da Malizia Caraf a, in fondo ad una valle boscosa, vennero alle mani con le forze del De Capua. Giunse però un messo della principessa con l'ordine scritto che li lasciassero andare; e andarono a Benevento. Il principe De Capua, temendo la vendetta di Malizia lasciò Altavilla, e si recò alla Riccia con 60 cavalli.

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