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   Alle ore 01: 08 del 23 luglio 1930 una forte scossa di terremoto, X della Scala Mercalli, colpisce una vasta area compresa tra l’Alta Irpinia e la zona del Vulture, provocando ingenti danni nelle province di Napoli, Avellino, Benevento, Foggia, Potenza e Salerno. I centri più colpiti sono tuttavia quelli in provincia di Avellino - Lacedonia, Aquilonia e Villanova - e quelli in provincia di Potenza - Rapolla, Barile, Rionero, Atella, Melfi, gli stessi storicamente censiti nelle cronache del passato (Leggi S. Pescatori, I terremoti dell'Irpinia).

   Anche Altavilla subì il terremoto del 1930 lamentando - per fortuna - soltanto danni al patrimonio edilizio. La relazione qui riportata testimonia proprio le lesioni subite da alcuni dei fabbricati più antichi: la chiesa dell’Annunziata e il Palazzo comitale. In uno spirito di diffusa solidarietà, il Comune di Altavilla si attivò comunque e anche con la spedizione di un numero consistente di pagnotte di pane alle comunità di Lacedonia, Aquilonia e Villanova (delibera di pagamento del Podestà, fatta in data 4 ottobre 1930, nr.198).

   Il quotidiano La Stampa calcolò in questo modo i danni e le vittime, nella sola Provincia di Avellino: Morti: 1.526; Comuni distrutti: 9; Comuni con gravi danni: 4; Comuni con case lesionate: 4; Comuni con danni meno rilevanti: 12.

   Secondo la rivista l’Illustrazione Italiana i morti furono complessivamente 2.142, i feriti 4.551 e circa 60 mila i senza tetto (In : Valentino Piccoli, Ill. It. 3/8/1930 )

   Il giornalista Valentino Piccoli, sempre nell’articolo del 3/81930, scrive ancora “…. Da Roma il Duce, anima vigile e onnipresente, ha mobilitato subito il ministro e il sottosegretario dei Lavori pubblici, On. Crollalanza e On. Leoni. Sul posto si sono formati quattro centri di raccolta: a Rocchetta, a Lacedonia, a Melfi ed Ariano (...). I giovani ricordano il terremoto del 28 dicembre 1908 (...) allora l’Italia era dominata da Giolitti, che pensava soltanto a servirsi della dilaniata Messina come di una piccola base elettorale. Oggi è tutto diverso: oggi un esempio di forza, di serenità, di ordine, viene in ogni momento di sciagura; e non c’è bisogno di interporre tempo in mezzo; sotto agli ordine del Duce, si è sempre pronti …..”

   Anche lo storico Istituto Luce documentò l’accaduto attraverso due interessanti filmati, appresso riportati.

Terremoto nel Vulture. Giornale Luce del 07/ 1930

 

Terremoto nel Vulture. Giornale Luce dell’08/1930

 

 

 

ZAMPARI p1ING. CARLO ZAMPARI – NAPOLI

 

Agosto 1930 – VIII

 

-        Relazione di visita –

 

ai monumenti di Altavilla Irpina in seguito al terremoto del 23 luglio corrente anno

 

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   La fortissima scossa di terremoto, risentita intensamente anche qui in Altavilla Irpina, oltre ad aver danneggiato diverse costruzioni private, ha prodotto lesioni degne di rilievo ai seguenti pochi antichi monumenti nazionali qui esistenti:

 

1°) Antica e bella chiesetta dell’Annunziata sita nell’alto del paese in un vecchio rione a strade strette e a scalini.

 

   Vi si notano lesioni piuttosto importanti verso il lato nord, che hanno provocato, nella parte postica, quasi un distacco di questo lato dal restante corpo di muratura.

 

   Infatti, all’interno, sul muro perimetrale dall’altare maggiore, si rileva a destra (verso sud) forte lesione serpeggiante, che dal soffitto si estende alla porta della sagrestia, interessando il muro in tutta la sua doppiezza.

 

   Sullo stesso muro vi è pure crinatura più a sinistra della precedente.

 

   Nella sagrestia sul muro perimetrale di fronte alla porta d’ingresso, dov’è un crocifisso, viene constatata forte lesione discendente dal soffitto.

 

   La volta che ricopre la sagrestia è pure lesionata per metri, in chiave, a partire dal muro del crocifisso.

 

All’interno, sul muro perimetrale verso nord, al disotto di una delle due finestre, ivi esistenti, vi è lesione serpeggiante ed obbliqua verso il perimetrale del prospetto.

 

   Sul tetto della chiesa si nota uno scivolamento delle tegole di copertura, che devono essere rimesse regolarmente a posto per evitare lo stillicidio della piovana, che ha già cominciato a danneggiare il bel monumento.

 

   Il campanile invece sembra intatto.

 

   Un particolare da notare, è, che quasi di fronte alla facciata della chiesa, vi è una casa pericolante scarsamente puntellata, che, se cadesse, danneggerebbe certamete il bel monumento.

 

2°) Palazzo Baronale. – Rilevanti lesioni e crinature non importanti specialmente nelle aggiunte nuove costruzioni di aule scolastiche in elevazione, dove si notano dei distacchi non pericolosi di intelaiate di divisione.

 

   La sala aula di antica murature, che ha già sofferto, è quella sita verso nord, e adibita per scuola di avviamento al lavoro, dove afferisce una lesione di piccola entità nel muro perimetrale dov’è una finestra.

 

   L’unica volta, che mette in evidenza le sue antiche lesioni, maggiormente aperte dal recente terremoto, è quella ricoprente la stanza di abitazione del guardiano del palazzo, sita a sinistra del vecchio androne di accesso, e per la quale bisognerebbe provvedere, anche perché sotto di essa vi abitano.-

 

3°) Vecchia fontana in pietra lavorata sita in una delle principali arterie del paese: Non ha risentito alcun danno.

 

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