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La locanda del Principe feudatario e la festa di San Pellegrino nell'anno 1792         

 

( Istanza di Nicola Marino il quale a causa del mancato profitto, in occasione della festa di San Pellegrino, chiede l’esenzione del pagamento dell’affitto relativo alla locanda del Principe, anno 1792).

Archivio di Stato di Napoli, Pandetta corrente, Busta 79, fascicolo 252 / 26

(Trascrizione a cura di Raffaele Sarti e Giuseppe Sabatino ; digitalizzazione di

Carmine Camerlengo ).

                                                   

In epoca feudale, in molti paesi, alcune attività come quella molitoria o della panificazione oppure la gestione delle locande erano prerogative esclusive del feudatario il quale concedeva in fitto questo tipo di esercizi, al miglior offerente.

Nicola Marino, l’affittatore menzionato nel documento che segue, gestiva la locanda e taverna del nostro feudatario il Principe de Capua il quale, all’epoca del fatto, era da pochi mesi deceduto senza lasciare eredi diretti in grado feudale.

A motivo di ciò Altavilla era diventata terra regia ossia ricadeva nella piena disponibilità del sovrano il quale, ovviamente, poteva ancora concederla in feudo ad uno dei tanti vassalli del regno.

Ci troviamo quindi in un momento in cui Altavilla non è soggetta ad alcun feudatario e di lì a poco si sarebbe ritrovata addirittura città libera quando, a distanza di alcuni anni (1806), viene di fatto abolita la feudalità a seguito della conquista dell’Italia da parte di Napoleone Bonaparte.

Contestualizzata la vicenda, l’antefatto descritto nel documento è più o meno questo :

Nicola Marino, gestore e affittatore della taverna del Principe de Capua, sopporta da tempo grave danno alla sua attività di locandiere. A seguito della moltitudine di fedeli che accorrono ad Altavilla per venerare le reliquie di San Pellegrino, numerosi cittadini si sono infatti organizzati offrendo a pagamento ospitalità e cibo, contravvenendo alla norma secondo la quale è la sola locanda del Principe ad essere autorizzata ad accogliere i forestieri in transito per la cittadina. Per tale motivo Nicola Marino, da alcuni anni, non paga quanto dovuto all’erario (225 ducati, somma considerevole per l’epoca) e avanza richiesta alle autorità superiori perché sia esentato dal pagamento del fitto a ragione del danno subito.

L’istanza mette in moto la macchina statale e vengono disposti accertamenti e sopralluoghi al fine di poter raccogliere, anche attraverso la testimonianza di cittadini del posto, elementi utili per poter arrivare ad una giusta conclusione della controversia.

( Considerata la lunghezza del testo che accompagna la vicenda, si riporta solo in parte la trascrizione del documento ) .

         (Prima parte)

Marino Nicola 1

 

All’Illustre Sig. Marchese don Agostino Cardillo, Consultore della Monarchia di Sicilia, Presidente della Regia Camera e Commissario.

Io Nicola Marino della Terra di Altavilla in Provincia di Principato Ultra, uno dei feudi del fù Principe della Riccia devoluti alla Regia Corte, con suppliche devotamente l’espone a VS Illustrissima come da più anni ha tenuto in fitto la taverna di detta Terra di Altavilla di pertinenza allora di detto fù Principe della Riccia…… ( al quale ) portò le sue giuste doglianze per l’escomputo che li spetta per il detto corpo locato della Taverna giacché molti di quei naturali, abbusando del diritto proibitivo hanno tenuto pubblicamente alloggi e taverne aperte in pregiudizio del Barone e con grave danno del supplicante di maniera tale che è stato egli costretto dopo la morte di detto Principe della Riccia tenere chiusa la detta taverna per cui si è ridotto nell’ultimo grado di miseria…….   1792

 

           ( Seconda parte )

Marino Nicola 10 Uno degli attori chiamati a dare una informativa e a raccogliere elementi sufficienti per giungere ad una conclusione della vertenza, dopo aver confermato che nel triennio precedente, terminato ad agosto 1789, la taverna è stata locata a Sabatino Raffaele e Stefano Luciano i quali hanno puntualmente pagato il fitto annuale di ducati settantacinque, grani ottantatré e cavalli sei, comunica le sue conclusioni al Marchese Agostino Cardillo cui era stata affidata la vertenza. La parte finale dello scritto è del seguente tenore :

……….Se poi per la divozione del Glorioso e miracoloso S. Pellegrino Protettore di Altavilla ma quasi dell’intera Provincia ( Principato Ultra ), i forestieri che continuamente vi concorrono, specialmente nel rincontro della di lui festa, non tutti alloggiano nell’Osteria Baronale, ma in case di Amici e di particolari (cittadini) che in tale occorrenza fan conto di profittare, ( allora ) piacerà a VS Ill.ma di considerare il ricorrente Nicola Marino con fargli qualche rilascio, lo rimetto alla sua Giustizia e savio discernimento. E disposto sempre ad altri suoi venerati comandi, rispettosamente passo a riprotestarmi.

Di VS Ill.ma, Napoli 29 agosto 1792         f.to   Giovanni Serena

Sulla vicenda seguono poi varie testimonianze di cittadini di Altavilla. Non sappiamo quale sia stata la conclusione ma, considerate le dichiarazioni raccolte, è lecito dedurne che il Marino sia stato costretto a pagare quanto dovuto.

 

 

 

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