Lo “Stato delle anime” : genealogia, demografia, economia e
toponomastica in una fonte documentaria per l’ Età Moderna
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La breve introduzione che segue è a firma del nostro Parroco, Don Livio Iannaccone, al quale abbiamo chiesto di tracciare lo status quo delle famiglie altavillesi così come dettato dalle disposizioni inviate alle parrocchie per la stesura degli Status animarum (stati delle anime) ossia quei registri che i parroci avevano l’obbligo di compilare annualmente in occasione delle benedizioni pasquali, secondo l’itinerario delle visite. Premessa che spiega il motivo per il quale i nuclei familiari di Altavilla sono stati censiti e riportati in questi registri per singola strada, senza comunque trascurare di segnare, per ogni individuo, la condizione rispetto ai sacramenti ovvero se fosse stato assolto l'obbligo della comunione (obbligatoria a Pasqua), della cresima e della confessione; dati solitamente riportati a margine nel testo, con l’apposizione del segno + o le abbreviazioni C - Conf.- Com. o Ch.(ossia confessato, comunicato, cresimato, da chrisma che vuol dire unzione).
La relazione del Parroco, Don Livio Iannaccone, si limita al solo anno 1732 visto che gli anni successivi riportano solo pochissime variazioni.
Nei registri della nostra parrocchia, caso più unico che raro, sono stati trascritti i soli dati anagrafici dei parrocchiani. Altrove, invece, venivano riportati anche le professioni svolte e le proprietà, informazioni utili ai fini della determinazione della decima la quale doveva essere obbligatoriamente versata alla parrocchia. Ciò non avvenne nella nostra cittadina perché la "decima" che gravava sui cittadini fu quasi a totale carico dell’Università (Comune), così come concordato con atto notarile del 1579. Di fatto, questi registri costituiscono oggi una importante fonte documentaria per la demografia storica in Età moderna ma anche per gli studi sociali o toponomastici oltre che per le ricerche genealogiche.
La digitalizzazione e l’estrazione dei dati, per le singole famiglie, dal documento originale, sono state effettuate dall’amico Giancarlo Mauro che con l’occasione ringraziamo.
Vedi documenti e schede dei fuochi:
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Stato delle anime dell'anno 1732
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Stato delle anime dell'anno 1733
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Stato delle anime dell'anno 1734
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Stato delle anime dell'anno 1735
Stato delle anime, anno 1732
( di Don Livio Iannaccone)
Lo Stato delle anime della Chiesa Arcipretale “Santa Maria Assunta” di Altavilla Irpina, sebbene io mi sia limitato al solo anno 1732, certifica uno stato del nostro paese particolarmente interessante e conferma, ancora una volta, quanto importante sia l’opera di divulgazione del patrimonio storico del nostro paese che altavillahistorica persegue grazie all’accesso diretto a documenti antichi di vario genere, premessa necessaria per educare un pubblico variegato all’amore e alla cura della nostra storia.
Il documento cataloga i nuclei familiari residenti ad Altavilla secondo il criterio delle strade di residenza ed enumerando 308 case, di cui si specifica il titolo di possesso in riferimento alla famiglia occupante (proprietà/pigione). In alcuni casi vi è l’indicazione della tipologia dell’immobile in cui la famiglia risiede, quando si tratta, ad esempio, di una “massaria”, di un tugurio costruito nella proprietà di altri: si registrano due tuguri (ospitanti due piccoli nuclei familiari, ciascuno di due anime, entrambi non altavillesi) e 5 “Massarie” tra cui, catalogata al n.307, quella di proprietà dei Padri Camaldolesi, occupata da fra Donato, proveniente da Pietrastornina. Vi è ancora un romitorio, di proprietà di Santa Maria del Loreto (“dello Reto”, n.305), rifugio occupato da un eremita (Frà Pietro Di Silvestro) e un monastero, ultimo catalogato al numero 308, di proprietà dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in cui risiedevano il Priore don Giovanni Pionati, due sacerdoti con la funzione di cellelari, don Savino e don Lorenzo Rubino, un frate converso e due servi.
Di ogni nucleo familiare si specifica il nome del capofuoco e degli altri residenti nell’immobile, con indicazione del legame familiare con il capofuoco (generalmente moglie, figlio/a, ma vi si trovano, ad esempio, anche i nomi di individui che svolgono funzione di servi o di persone che hanno legami familiari di altro genere).
La toponomastica è ovviamente molto diversa da quella attuale. Quello che sarebbe diventato il Corso Garibaldi si chiamava Via delle Pietre, dove abitavano 63 nuclei familiari, catalogati, subito dopo le residenze di contrada Palazzo, tra la 19ma e l’81ma casa. Dopo via Palazzo e via delle Pietre, sono elencate altre quattro contrade, con i nuclei familiari ivi residenti: contrada Puzzaco, con 57 nuclei familiari (catalogati nell’intervallo numerico 82-138), contrada Condotto, con 47 famiglie (nn. 139-184), contrada SS Annunziata, in cui risiedevano 61 nuclei familiari (nn. 185-245) e contrada Pedarina, con 54 case (nn. 246-299). Seguono altre tipologie di case (“massarie”, un “romitorio”, un “monastero” tra il n° 300 e il 338)
Anche lo studio dei cognomi risulta interessante. Quello più diffuso è Bruno, comune a 28 nuclei familiari. Seguono le 16 famiglie Villano e 14 Criscitello. Abbastanza numerosi i Di Troia (10 famiglie), i Landolfo (9+ 1 famiglia Landolfi) i Russo(8) i Luciano (7). Delle 338 case, 101 erano prese a pigione.
La lettura attenta del documento certamente offre molte prospettive di analisi a chi vorrà avere un accesso diretto ad una fonte antica di quasi tre secoli della nostra storia. E’ per questo che sento doverosa la riconoscenza verso chi ha voluto impegnarsi gratuitamente e con grande passione e premura alla pubblicazione di questo come di tanti altri documenti, consultabili sull’ottimo sito altavillahistorica.it. E mi auguro che siano tanti i giovani che decidano di approfittare dell’accesso rapido, agevole e gratuito a questo patrimonio che probabilmente avrebbe rischiato di perdersi per sempre, ma che corre ancora un rischio simile, se non si dà seguito, anche solo con la lettura agli sforzi compiuti da chi ha salvato questi pezzi di storia dal naufragio.



