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" Nei libri di storia non bisogna scrivere stupidaggini o fantasie perchè diventano tradizione e poi riesce difficile sradicarle".
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Il catasto onciario, qui riportato, è il frutto di una ricerca realizzata a più mani, durata quasi due anni. Di questo lavoro siamo particolarmente orgogliosi visto che una ricerca di questo tipo è del tutto assente nelle migliaia di pagine di storia patria pubblicate in rete da enti culturali o strutture istituzionali italiane.
Si tratta di un lavoro enorme per il quale sono state impiegate migliaia di ore di lavoro e studio. Nello specifico : |
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Fatta questa premessa vale la pena ricordare che altavillahistorica perseguirà coloro che utilizzeranno i contenuti di questo lavoro a scopo di lucro o chi commette il reato di plagio. Altavillahistorica consente invece a chiunque di riprodurre, pubblicare e utilizzare singoli contenuti del lavoro di ricerca a condizione che siano menzionati il sito e gli autori, tenendo presente che le “citazioni” sono codificate in regole ben precise e vanno riportate nel modo corretto. Chi si elegge a “scrittore” dovrebbe conoscere e imparare una buona volta queste regole visto che ad oggi c’è molta superficialità e approssimazione.Per quanti volessero approfondire curiosità o aspetti particolari del nostro catasto consigliamo la lettura di un lavoro diventato un classico sull’argomento. Si tratta di due volumi posseduti anche dalla nostra Biblioteca collocati nella sezione di storia locale, ovvero : “Il Mezzogiorno settecentesco attraverso i catasti onciari / Centro studi Antonio Genovesi per la storia economica e ssociale, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1983”. |
Ovviamente, è possibile reperire questi volumi anche presso : Biblioteca Provinciale di Avellino, Biblioteca dell’Archivio di Stato di Avellino, Biblioteca Centralizzata dell’Università del Sannio e presso tante altre biblioteche italiane. |
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