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ROMA

CASTELLI - ROCCHE – TORRI DELL’ ITALIA MERIDIONALE

Il Castello di Altavilla Irpina

(dal quotidiano “ROMA” del 23 agosto 1942)

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Il testo contiene molti errori e inesattezze dal punto di vista storico, specie per ciò che riguarda Scandiano e Hauteville di Normandia che nulla hanno a vedere con l'antica Altacauda. Inesattezze ed errori che ancora oggi, purtroppo, sono riportati in molti libri e guide come quella del Touring Club Italiano. Nell'articolo vi sono tuttavia interessanti elementi di valutazione e di paragone circa il palazzo di Altavilla ed il maschio angioino di Napoli

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   Sulla sinistra del fiume Sabato si eleva la cittadina di Altavilla Irpina, in provincia di Avellino e posta su tre colli quali si vedono nello stemma della città.

   Alcuni pretendono sia l'antica, Altaconda o Alzaconda; certo è che si chiamava Scandiano: forse da un “praedium Scantinianum”.

   Nella seconda metà del secolo XII fu da re Guglielmo II infeudata a Luigi De Capua, che la chiamò Altavilla in ricordo dell'Hauteville di Normandia, della quale la sua famiglia era oriunda.

   Come quasi tutte le città medievali, anche Altavilla dovette avere il suo Castello, dappoichè fu città fortificata nei tempi lontani e si trova cennata dagli antichi autori, con la denominazione di Castra, in vecchi documenti. Secondo la tradizione, non accertata però, l’Imperatore Federico II di Svevia, nel 1246, avrebbe ordinata la distruzione del Castello, perchè ivi si erano annidati molti baroni ribelli

   I resti di questo Castello sarebbero stati incorporati nell'edificio che sorse più tardi.

   Nel 1315 re Roberto d'Angiò concesse Altavilla a Bartolomeo De Capua, già Arcivescovo di Pisa e poi guerriero al seguito di Carlo I d'Angiò nel 1268; ed ancora Grande protonotario del Regno nel 1285 e grande conte di Altavilla.

   Uomo di animo nobile, d’ingegno versatile e di profonda cultura. questi rese grandi servigi al suo Re e superò tutti i suoi contemporanei nella magnificenza e nel numero delle fabbriche, tanto da essere paragonato agli antichi romani. Egli fu il primo ad ideare ed iniziare il progetto di trasformare una vecchia casamatta, fin allora rifugio di soldatesche, e forse avanzo del vecchio Castello. in un magnifico ed artistico maniero, futuro ritrovo di dame e cavalieri.

   I lavori furono abbastanza importanti e non ultimati alla morte del grande protonotario, avvenuta nel 1328. Ai tempi del matrimonio di Andrea De Capua con Costanza di Chiaromonte, nel 1395, il Palazzo era e appena cominciato ma mostrava gia la grandiosità delle sue linee.

Sembra pure affermato che la costruzione di questa principesca dimora coincideva con quella del Maschio Angioino in Napoli, e che gli artisti chiamati ad elevarla furono gli stessi e della medesima scuola.

   Ed infatti. afferma il Carlantonio ( Giordano ), la scalinata di accesso che dal piano stradale porta al portone d’ingresso al primo piano di questo Palazzo, per disposizione, architettura e svolgimento è del tutto simile alla bella scalinata che nel grandioso cortile del Maschio Angioino, addossata al muro, entrando a sinistra porta al primo piano. Così pure la volta della Cappella del Palazzo è una riproduzione fedele della volta di una stanza del Maschio Angioino che immette sulla loggia da cui si code la meravigliosa vista del Vesuvio e del Golfo di Napoli.

   Questo maniero fu poi posseduto da altri della famiglia De Capua, dalla quale il paese si liberò, ritornando al demanio regio, nel 1793, epoca in cui si estinse detta famiglia, con la morte di Bartolomeo VI De Capua. avvenuta in quell'anno.

   Altavilla ebbe un suo ampliamento e miglioramento artistico sotto gli Angioini ed all'epoca degli Spagnoli. Però il titolo di repubblica, consacrato in una iscrizione posta sul portale di una Chiesa, fa supporre che gli Altavillesi conservarono qualche antico privilegio di libertà concesso ai Comuni da Federico II di Svevia.

   Il Palazzo baronale o Comitale di Altavilla, all'epoca di Bartolomeo IV De Capua, nel 1685, si presentava, nella parte elevata ed ampliata, come modello di architettura di stile rinascimento italiano, mentre la primitiva costruzione normanna non aveva subito quasi alcuna modifica.

   Il suo aspetto, però, non era più quello di un Castello turrito ma di un superbo ed elegante ornato di pregevoli intagli di stile cinquecentesco, di ricchi addobbi e di pregevoli opere d'arte nelle sale aristocratiche dell’edificio.

   Cosicchè popolato e frequentato com'era, si può dire he verso il 1700 esso splendeva in Altavilla come piccolo luminoso faro di vita civile che rese la città fra le più civili fra quelle circonvicine,

   Estintasi la famiglia De Capua, il maniero fu spogliato dall'opera vandalica; deturpata ed imbruttita per l’asportazione di materiali ed opere d’arte e per l’addossamento di mura profanatrici.

   Il 3 maggio 1799 Altavilla subisce il saccheggio da parte dei francesi ai quali fu consegnata, in verghe d'argento, la statua fusa di S. Bernardino, patrono della città. Non è dunque improbabile che anche il maniero soffrisse altro scempio ad opera di quelli.

   Ora, pochi resti artistici rimangono ancora nelle sue mura, e solo un adeguato restauro potrebbe, almeno in parte, ridonare al monumento, gloria degli Altavillesi, le sue severe linee architettoniche originarie e liberarlo dagli addossati muri che lo opprimono.

ARMANDO CIOLLARO